Troppo giovane per guadagnare nelle HR

Troppo giovane per guadagnare nelle HR

Nota. Scritto da Alice, pubblicato da David Buonaventura.

Caro Dottor X,

lei mi può chiamare Alice, ho 31 anni, laureata, master in HR e quasi 4 anni di esperienza nel settore.

Sono Alice di fatto, assetata di conoscenza, in perenne competizione con sé stessa per superare i miei limiti, con la garra dentro come dicono gli amici spagnoli.

Sorrisi e lacrime mi hanno accompagnato nella lettura della storia di Alice e del rapporto con il mitico Dottor X e mi hanno riportato alla mente ogni giorno vissuto con la mia tutor prima, responsabile poi.

Purtroppo, ho dovuto lasciare la mia Dott.ssa X ma il cuore e la mente sono sempre lì con lei, un legame indissolubile accompagnato da una profonda stima.

Per le aziende del mio territorio sono troppo giovane per aver raggiunto una RAL poco inferiore ai 30K (come se mi fossero stati regalati e fosse stata solo fortuna)…

Ho preso parte ad una selezione per una posizione HR a 360°: amministrazione, selezione, relazioni sindacali, organizzazione, sviluppo.

Tre colloqui, la mia RAL conosciuta sin da subito. Poi la proposta poco più di 20K. Io sbalordita, un entry level per iniziare poi si vedrà. Ah sarebbe un determinato, ancora indefinita la durata iniziale.

Ma dov’è l’eticità? Dov’è il riconoscimento della professionalità con il quale si sciacquano la bocca sui social? Dov’è il rispetto per il mio tempo, la mia formazione, per quanto acquisito sinora?


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In un mercato che non è quello della Silicon Valley, dove conosco bene la rigidità salariale…Dov’è l’onestà? Dov’è la professionalità di gente con i super titoloni pomposi?

Che schifo. Ho deciso che non voglio svendermi, non lo faccio per rispetto verso me stessa. Ho detto all’azienda che quella non è una proposta ragionevole.

Ho la fortuna di lavorare in una bellissima azienda, volevo fare il salto di qualità ma ho capito che forse è bene cercare di fare il passo nella mia azienda attuale, dove vengo apprezzata e valorizzata.

Mi aiuti a far passare il messaggio che la professionalità non va svenduta, che nessuno, nemmeno a nome del Dio denaro può schiacciare la nostra dignità professionale e personale. Nessuno. Rischio?

Non lo so…affronterò e gestirò il rischio…ma con la serenità di non essermi piegata a chi, forse, voleva solo succhiare la mia professionalità senza riconoscenza.

Alice

Nota. Questo racconto ci è stato inviato da una lettrice di Selezioni Inumane di cui preserviamo l’anonimato. Ci fidiamo della sua testimonianza per cui non abbiamo effettuato alcuna verifica. Il testo è stato leggermente modificato nella forma e nel contenuto per garantire che nessuno si riconosca nella vicenda.

Se anche tu vuoi raccontare la tua storia, puoi trovare le istruzioni nell’apposito capitolo di Selezioni Inumane. Noi la pubblicheremo in questo blog e su tutti i canali social di Colloquio Diretto e Risorse Inumane.

Ciao
David

David Buonaventura

David Buonaventura è il creatore di un Metodo per trovare lavoro evitando i pregiudizi a cui i candidati sono fatti oggetto durante le selezioni. Ha un hobby: superare quei recruiter che non meritano questo titolo.

1 Comment

  1. Aggiungo allora del mio.

    La cosa che mi è veramente piaciuta della ditta per cui lavoro attualmente, per cui ho deciso di affrontare difficoltà immense, sfide pazzesche… ed accettare un prezzo stracciato è che il progetto era davvero interessante, ambizioso, direi quasi rivoluzionario, le potenzialità immense.

    Poi ho dovuto rendermi conto che in effetti era un progetto e che lo sarebbe rimasto (e non è che fossi esattamente al mio primo giro di giostra). Quindi occasionalmente capita che mando via qualche candidatura.

    Indovinate quanti l’hanno capita la motivazione dell’offerta. Ciaone!

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