Sei perfetto ma è meglio uno junior

Sei perfetto ma è meglio uno junior

Nota. Scritto da “A”, pubblicato da David Buonaventura.

Ho letto con passione sia il libro “risorse inumane” sia il libro “selezioni inumane“.
La pagina finale subito dopo i ringraziamenti mi ha fatto fare un sussulto sul divano. La possibilità di dare voce anche alle nostre esperienze inumane di “selezioni inumane”.
Ecco la mia.

Premessa.
Lavoro come ingegnere in un’azienda da circa 500 dipendenti. Penso di valere molto di più della mia RAL che percepisco. Un anno fa, per una posizione simile alla mia, in Svizzera, mi avevano offerto circa 113mila euro (125 mila franchi). La svizzera ha un calcolatore statistico dei salari basato su zona, età, professione, formazione, ecc. che poneva la retribuzione offerta a livello di “quadro superiore”. Rifiutai per motivi sentimentali. Ma ancora adesso mi mangio le mani.
In Italia, sono ancora un dannatissimo 5s metalmeccanico. La mia convinzione di valere di più, aveva una dimostrazione “pratica”. Purtroppo, lavoro in un’azienda con stile vecchio stampo, dove l ingegnere è assimilato a un operaio e non esistono obiettivi da raggiungere, ma ore da lavorare.

Così decido nel luglio 2020, in un momento in cui il “covid” fornisce una parziale tregua, di cercare lavoro e andare via, poiché di aumenti neanche l’ombra. Insomma, la nostra azienda fa la voce grossa chiudendo la porta quando chiedi un aumento, ma si cala le braghe quando presenti una lettera di dimissioni, soprattutto se sei una parte importante di quell’organigramma “informale” descritto nel libro “risorse inumane” e io sono uno di quelli, anche se sono un signor nessuno a livello “ufficiale”.


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Tuttavia, ho una filosofia, se io presento una lettera di dimissioni è già troppo tardi. Non sono recuperabile, a meno di un contro-offerta fuori dal comune che non capiterebbe mai (del tipo 50% in più della RAL. Diciamoci la verità tutto ha un prezzo) che però scatenerebbe un brutto precedente in azienda.

Vivo in una zona dell’emilia-romagna (zona Reggio Emilia) dove il provincialismo è diffuso, cioè dove non si scelgono i candidati solo per merito, ma anche in base alla posizione geografica, secondo cui “se sei del posto, allora rimarrai in azienda più a lungo”. Io che sono pugliese, ho avuto tante difficoltà a trovare lavoro. Eppure, ho un cv “da paura”, laurea in ingegneria col massimo dei voti, dottorato, esperienza all’estero, pubblicazioni scientifiche, partecipazioni a conferenze internazionali, conoscenza dell’inglese fluente, ecc. Anche nell’azienda attuale dove sono adesso, ho avuto difficoltà a entrare e scardinare questo provincialismo.

Così verso la fine di luglio 2020, trovo un’offerta per una posizione particolare, cercavano un “analog design engineer” in zona Modena per una azienda giovane di 50 dipendenti, nata da 7-8 anni. Ho avuto anche questo tipo di esperienza nella mia vita, lavorando con una multinazionale e svolgendo anche il dottorato finanziato da questa multinazionale del settore. C’è un problema: questo tipo di profili si trovano tutti praticamente in zona Milano, dove hanno la sede le multinazionali del settore. Inoltre, le università in zona Milano/Pavia sono altamente specializzate per quel tipo di settore. Insomma, difficilmente un candidato da Milano si trasferisce a Modena! Se uno ha studiato a Milano, anche se magari siciliano, o pugliese, avrà tutti gli amici a Milano, relazione amorosa a Milano, ecc. Lavorando in delle multinazionali a rischio fallimento zero! Perché trasferirsi a Modena? E se poi ti trovi male? devi ri-trasferirti in zona Milano! non ne vale la pena.
Cosi mi candidai per quella posizione (avevo come detto, il profilo adatto) e decisi di sfruttare il provincialismo contro quel sistema che lo aveva sempre adottato contro di me. La candidatura l’avevo fatta su Linkedin, allegando anche una lettera motivazionale, che non facevo quel tipo di lavoro da qualche annetto, ma che comunque a riprendere non avevo problemi, che quello era il lavoro della mia vita, e poterlo fare vicino a casa (ormai mi ero stabilito a reggio) era il massimo per me, e cose simili.

Tempo 3 giorni ricevo un sms dalla ragazza che curava la job position (non c’era alcuna agenzia di recruiting da tramite). Mai avuto un feedback così velocemente. Ero andato a segno.
Sms: vorremmo incontrarla, ecc. ecc, siamo interessati al suo profilo, ecc. il suo profilo è il migliore tra quelli ricevuti ecc. La ragazza era giovane, sarà stata sui 25-27 anni. Era evidente la sua inesperienza, poiché stava dando dettagli al candidato tali da poterlo mettere in una posizione di vantaggio rispetto all’azienda che lo deve assumere.
Rispondo via mail e ci si accorda per colloquio via skype circa 4-5 giorni dopo. In quel periodo avevo attivato Linkedin Premium che mi dà la possibilità di visionare come sono posizionato all’interno di tutti i candidati, e il numero di candidati. In base alle competenze, il mio profilo era nel primo 10% dei candidati su circa una cinquantina.
Colloquio via skype: classico colloquio: parla prima il candidato, del suo percorso, delle sue esperienze e dei motivi che avevano portato alla candidatura. Passa la parola agli ingegneri della mia possibile prossima esperienza. Descrivono il ruolo, la posizione, ecc. Il colloquio finisce abbastanza bene, dicendomi che il CEO era fuori per 2 settimane, e prima di quel lasso di tempo non avrei avuto feedback, perché lui vuole vedere tutti i candidati di persona, per far proseguire l’iter.

Passano solo 4 giorni: mi chiamano: “ci sei piaciuto così tanto, che vorremmo incontrarti subito!” (ormai mi davo del tu con quella ragazza). Ci si accorda quindi per una possibile data da lì a una settimana dopo.
Il giorno dopo (5 giorni dal colloquio via skype) “ciao Antonio, ci sei piaciuto così tanto che vorremmo avanzarti una proposta quando vieni qui in sede da noi. Mi servono pertanto carta d’identità e codice fiscale. Anche la tua attuale RAL. Ci servono perché le nostre HR a breve saranno in ferie per due settimane e non potremo avvalerci del loro contributo” La RAL gliela dico subito, per i documenti doveva aspettare la sera, perché a lavoro non potevo scansionarli. La sera mi dimentico di fare scansione, anche perché rincaso tardi da lavoro.
La mattina seguente un sms: “Antonio, scusa hai dimenticato i documenti, ci servono i mediamente, ecc. Anche una foto su whatsapp va bene”.
Faccio pertanto la foto ai miei documenti e li invio tramite whatsapp.
Nel frattempo, devo posticipare il colloquio di qualche giorno, poiché essendo periodo di ferie, dovevo occuparmi anche delle cose dei colleghi in ferie, per cui uscire a un orario decente per il colloquio, fissato per il tardo pomeriggio, o prendere permesso era impossibile. Così rimando gentilmente il colloquio di qualche giorno, in attesa che qualche collega ritornasse, dando anche segno della mia estrema professionalità e dedizione al lavoro.

Arriva il giorno del colloquio. La ragazza con cui avevo scambiato messaggi e che gestisce la posizione non l’ho mai incontrata, faccio il colloquio con i due ingegneri con cui avevo fatto già la preselezione via skype.
Nel periodo intercorrente tra il colloquio skype e quello face-to-face
Il colloquio face-to-face ricalca parecchio già quello skype, l’unica nota diversa e che mi chiedono come approccio tecnicamente il lavoro. Do le mie risposte (corrette, perché erano domande molto generali, senza entrare nel particolare), inoltre insistono sul fatto che hanno abbastanza fretta. Dopodiché mi fanno fare un giro per gli uffici.
Quando un’azienda ti fa fare il giro degli uffici, nel 99% dei casi è già fatta. Altrimenti credo che ti liquiderebbe velocemente con un “le faremo sapere”.
Durante il giro degli uffici, mi chiedono la disponibilità se prima o dopo dell’anno (avevamo passato da poco la metà di agosto), rispondo che verso il 22 agosto ero in ferie per due settimane, e che in caso di offerta potevo dare le dimissioni al ritorno dalle ferie (visto che le ferie non sono computate nel periodo di preavviso, inoltre volevo passare delle ferie tranquille, senza gente che mi scassasse le palle a chiedermi perché andavo via o di rimanere). Avendo un mese e mezzo di preavviso, per fine ottobre/inizio di novembre come massimo potevo essere li. Uno dei due ingegneri si sbilancia e mi chiede se potevo darle prima delle ferie (e recuperare 2 giorni di periodo di preavviso?? mah…). Rispondo che non potevo, che il mio capo era in ferie, e non volevo dirgli di andare via attraverso una telefonata. Non è corretto. Anche perché, davvero, si recuperano appena due giorni di periodo di preavviso. Su un mese e mezzo. Non aveva senso. Credo anche qui di aver dato prova di professionalità. Insomma, se succedesse da loro, non preferirebbero che un loro dipendente se va via, dia comunque prova di professionalità? Inoltre, la mia azienda attuale e quella dove sarei finito (teoricamente) non erano nemmeno competitors.

Terminato il colloquio, con un “ci fa piacere averti conosciuto, ti daremo feedback quanto prima”, mi accorgo di una cosa fondamentale: non c’era stata nessuna offerta come avevano detto! penso tra me e me “mi chiameranno durante le ferie, perché sanno che posso parlare senza problemi!”
Il giorno dopo, ricompare magicamente la job position. Nella job description erano state tolte alcune caratteristiche, inoltre avevano messo la parola “junior 1-3 anni”.
Mi sono sentito preso in giro. Ho capito che guadagnavo troppo per le loro esigenze. Ma allora perché il teatrino del colloquio? Soprattutto perché chiedermi della disponibilità? se potevo dare le dimissioni subito?

La mia risposta: i poveri ingegneri devono aver fatto i conti senza l’oste. Il CEO, quello che non ho mai conosciuto, deve aver detto “questo guadagna troppo”. Il che non ha senso per un’azienda giovane, che deve puntare molto alla qualità. Insomma, una multinazionale può permettersi un errore nella selezione del candidato. Una start-up no.

Inoltre, non mi hanno mai chiamato. Nemmeno per darmi uno straccio di feedback negativo. Credo per l’imbarazzo (per non dire figura di merda) di aver chiesto i documenti al candidato per il contratto, e poi di averlo scartato.
Poi sono un tipo orgoglioso, chiamare per avere info sul processo mi sembrava di dare l’impressione di voler assolutamente cambiare lavoro. E se l’azienda che ti sta assumendo capisce questo, ti tiene in pugno dal punto di vista economico.

C’è di più, una volta ricomparsa la job description, il mio profilo è sempre risultato tra il primo 10%, rispetto a quelli che si sono candidati.
Una volta scomparsa la job description, ho pensato “hanno trovato il loro candidato”.

Invece no! Pochi giorni fa, (fine ottobre 2020), è ricomparsa per la terza volta la job description. Segno che nemmeno il secondo tentativo per loro, di trovare il candidato, ha avuto successo. Dico questo perché nell’incontro face-to-face ho chiesto quanti profili cercavano e mi hanno risposto solo uno.
Voi dite, magari hanno cambiato idea, ne vogliono più di uno!
Peccato che per svolgere quella mansione sono necessarie licenze di software di progettazione, il cui costo è enormemente superiore al costo della “risorsa umana” (ed è stata anche la loro ammissione al colloquio face-to-face). Fareste guidare una Ferrari a un neo-patentato? Usarle senza licenza, non conviene, poichè se queste licenze vengono usate a scopo di lucro, le multinazionali dei software di progettazione ti aprono letteralmente il cxxo dal punto di vista economico e una start-up non può permetterselo.
Inoltre hanno inserito un’altra posizione tecnica, totalmente diversa dall’altra, in cui sono compatibile al 100%, poiché ricalca quello che faccio nell’azienda attuale.
Che cxxxoni!! potevano riempire il gap di due posizioni con me. Alla fine con opportuna gestione si poteva suddividere il carico di lavoro tipo in 20 ore settimana una mansione, 20 ore un’altra, poiché magari alcune mansioni tecniche non sempre ti portano via il 100% del tempo, 365 giorni all’anno.

Questa è stata la mia esperienza di “selezione inumana”.
Mi piacerebbe poterla leggere in un libro “con il dietro le quinte” del signor X.

P.S. Ho messo un sacco di tempo a scrivere questa mail. Prendo il cell, e questa azienda mi ha ricontattato su LinkedIn! Per la seconda posizione! non scherzo.. proprio ora. Che probabilità c’erano??
Gli ho appena risposto che non sono interessato, che la serietà di un’azienda va al primo posto e che ringrazino che non sono andato da un avvocato, perché avermi chiesto i documenti senza farmi firmare il foglio sul trattamento dei dati personali non è bellissimo.

Saluti

A.

Nota. Questo racconto ci è stato inviato da un lettore di Selezioni Inumane di cui preserviamo l’anonimato. Ci fidiamo della sua testimonianza per cui non abbiamo effettuato alcuna verifica. Il testo è stato leggermente modificato nella forma e nel contenuto per garantire che nessuno si riconosca nella vicenda.

Se anche tu vuoi raccontare la tua storia, puoi trovare le istruzioni nell’apposito capitolo di Selezioni Inumane. Noi la pubblicheremo in questo blog e su tutti i canali social di Colloquio Diretto e Risorse Inumane.

Ciao
David

David Buonaventura

David Buonaventura è il creatore di un Metodo per trovare lavoro evitando i pregiudizi a cui i candidati sono fatti oggetto durante le selezioni. Ha un hobby: superare quei recruiter che non meritano questo titolo.

1 Comment

  1. Comunque il % di LinkedIn forse sarò io ma é spazzatura. Non so veramente come lo calcolano, di sicuro ho smesso di farci affidamento.

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