Licenziato senza appello (e senza motivo)

Licenziato senza appello (e senza motivo)

Nota. Scritto da “I”, pubblicato da David Buonaventura.

Trovo un’azienda francese che cerca un responsabile commerciale per l’Italia, settore “affine” al mio, faccio un primo colloquio telefonico, poi una video chiamata, poi viene fissato un colloquio nella sede italiana a Venezia dove conosco la persona che andrei a sostituire e che sarebbe il mio responsabile, poi un secondo colloquio sempre a Venezia in cui conosco il Direttore commerciale Emea, e infine un terzo colloquio in sede in Francia per conoscere il presidente.

L’azienda sembra seria, spinge sullo “spirito e importanza dei rapporti umani”, mi ha convinto poco che abbiano chiesto referenze a un mio ex datore di lavoro di diversi anni prima ma poco male. A fine febbraio mentre avevo già ricominciato a lavorare ricevo la lettera di impegno formale in cui mi viene anche offerto un livello superiore a quanto convenuto data la mia esperienza. Settimo cielo! A 42 anni mi sembra l’occasione della vita.

Viene richiesto un mese di formazione tecnica in sede, e disponibilità a trasferte, pertanto la mia famiglia si organizza in tal senso, mia moglie non cercherà il solito “lavoretto estivo” ma poco male, sono felice e lo stipendio è buono. Presento le dimissioni.

Nel tempo di fare il contratto scoppia la pandemia. L’azienda mi contatta dicendo che bisogna aspettare ma che appena possibile verrò assunto. Mi preoccupo ma non troppo, il problema è che non ho diritto a nessun tipo di tutela essendomi dimesso (niente Naspi, niente indennizzi, nulla). Poco male, si arriva a fine maggio, nel frattempo presto servizio con la Protezione Civile tutti i giorni e la situazione si sblocca, posso partire a inizio giugno.


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Siccome nei benefit era prevista l’auto aziendale e di aerei non se ne parla, mi faccio accompagnare a Milano per prendere l’unico treno diretto in Francia. Viaggio da panico con la paura di contagiare o venir contagiato, mascherina e disinfettante a litri. In Francia panorama completamente diverso, arrivo in azienda sfatto dal viaggio (partito da casa alle 3 di mattina, arrivato a destinazione alle 15), clima informale, tutti vicini, tutti senza mascherine. Era venerdì, firmo un paio di carte, ritiro l’auto, vado nell’appartamento riservato per me.

Il lunedì mattina inizio le prime due settimane di formazione, azienda con circa 60 persone, tutti molto ciarlieri e dediti alle pause caffè in gruppo, io da protocolli e cartelli (e email) rimango a distanza.

Conosco circa un collega ogni ora o due, con cui passo il tempo a ricevere informazioni, poi sotto col prossimo. Dopo le prime due settimane vengo spedito a 900km di distanza (in auto, da solo) a seguire i lavori in un cantiere. In realtà i lavori devo svolgerli anch’io così capisco meglio come funziona. Sono abbastanza pratico di fai da te ma quella era roba pesante, passo 4 giorni sotto il sole cocente con gli altri operai a cercare di sopravvivere. Rientro sfatto e bruciato dal sole, e si fa lunedì della quarta settimana.

La mattina mi chiama il mio futuro responsabile dall’Italia per chiedere come mi trovo, se ho legato con qualcuno, se va tutto bene. Il contesto mi sembra strano, ma gli dico che non è che me la sento di abbracciare i colleghi o andare per bar dopo lavoro causa Covid e sembra finita li. Il pomeriggio formazione con il Direttore Emea che mi chiede come mi trovi con i colleghi e col presidente. Stessa spiegazione, sembra convinto, ci diamo appuntamento per il pranzo il giorno dopo. Qualche campanello di allarme inizia a suonare forte.

Giorno successivo, pranzo, tutto bene tutto risolto (a parole sue). Per fugare tutti i dubbi chiedo anche al presidente di prendere un caffè assieme, giusto per una chiacchierata distensiva. Anche lì tutto tranquillo, si parla del futuro lavoro, lo invito anche dalle mie parti.

Il giovedì mi firma la carta per guidare l’auto aziendale in Italia (targa francese), il venerdì mattina presto parto per tornare a casa dopo 4 settimane piuttosto intense.

Lunedì, primo giorno in cui dovevo essere affiancato dal responsabile per attività di subentro nel territorio, ci vediamo a Forlì per una riunione di cui dovevo fare lo spettatore. Il martedì si svolge la riunione, poi ci spostiamo a Cesena. Mi comunica – lui – che sono licenziato. Lo vedevo strano nei rapporti già dal giorno prima ma non ci avevo dato troppo peso.

Licenziato senza appello, apparentemente per il mio “scarso spirito commerciale” dimostrato durante la formazione tecnica. Resto a casa un mese in attesa della lettera di licenziamento (che arriva con un corriere e con un telegramma). Mi chiedono di riportare la macchina in Francia.

Avvocato, minaccia di causa, mi vengono riconosciuti 3 mesi di indennità aggiuntiva e la macchina se la ritirano loro.

E mi trovo a quasi 43 anni con 3 mesi di Naspi davanti, con un’autostima che rasenta lo zero, a dover sorridere alle mie bimbe. Per fortuna qualche giorno fa mia moglie è riuscita a trovare lavoro.
Forza e coraggio, che passerà anche stavolta, ma che fatica…

Scusate lo sfogo ma forse ci voleva poter scrivere a qualcuno che potrebbe capire e magari trovare una spiegazione che non ho mai ricevuto…neanche nel licenziamento e nonostante i solleciti è stato scritto il motivo del licenziamento.

I.

Nota. Questo racconto ci è stato inviato da un lettore di Selezioni Inumane di cui preserviamo l’anonimato. Ci fidiamo della sua testimonianza per cui non abbiamo effettuato alcuna verifica. Il testo è stato leggermente modificato nella forma e nel contenuto per garantire che nessuno si riconosca nella vicenda.

Se anche tu vuoi raccontare la tua storia, puoi trovare le istruzioni nell’apposito capitolo di Selezioni Inumane. Noi la pubblicheremo in questo blog e su tutti i canali social di Colloquio Diretto e Risorse Inumane.

Ciao
David

David Buonaventura

David Buonaventura è il creatore di un Metodo per trovare lavoro evitando i pregiudizi a cui i candidati sono fatti oggetto durante le selezioni. Ha un hobby: superare quei recruiter che non meritano questo titolo.

1 Comment

  1. Complimenti Imaiuscola, per riempire i tempi senza sprecare nulla persino al volontariato. Grandissima prestazione, non te lo meritavi davvero un trattamento come questo, assolutamente incomprensibile, sarei curioso di sapere come lo legge il Dott. X.

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