La chitarra ti rende una persona innovativa: scartato!

La chitarra ti rende una persona innovativa: scartato!

Nota. Scritto da “E”, pubblicato da David Buonaventura.

Ero arrivato all’ultimo dei 5 colloqui per una posizione di addetto paghe junior e per uno come me, senza esperienza, era oro colato.

L’azienda non mi dispiaceva affatto e il responsabile delle risorse umane con cui avevo sostenuto le varie prove si era dimostrato preparato.

Io che sono un aspirante Hr mi sono lasciato trasportare appena siamo riusciti a parlare di Kaizen e dell’innovazione dei processi sul modello Toyota, vedendo che ad ogni colloquio trovavo un riscontro positivo dal recruiter.

Arrivo all’ultimo colloquio, che ho svolto con il capo di questa piccola azienda.

Da 250 candidature siamo rimasti in 5 candidati. Sono nervoso perché so benissimo che mi sto giocando la possibilità di andarmene via dalla casa dei miei genitori e fare un bel passo verso l’indipendenza economica, che con i miei vari tirocini non ho mai nemmeno visto da lontano.

Il colloquio procede fra alti e bassi, il capo è uno “che si è fatto da solo” a cui piace ascoltare ma soprattutto piace parlare del suo gioiello di azienda.

Siamo quasi alla conclusione e arriva la fatidica domanda: “Quali sono i tuoi hobbies?”

Io rispondo, come faccio solitamente, che amo la musica e che mi diletto a suonare la chitarra e cantare nel mio tempo libero.

Apriti cielo.


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Vengo guardato con occhi diversi già mentre finisco la frase e vedo che c’è qualcosa nelle mie parole che ha solleticato particolarmente l’attenzione del mio interlocutore, che se ne esce con la frase: “ma questo è un lavoro ripetitivo, in cui devi fare tutti i giorni la stessa cosa… sei sicuro che un ragazzo come te non si stanchi e vada a fare altro?”

Ormai la frittata era fatta, rispondo per le rime dicendo che sapevo benissimo a cosa andavo incontro quando mi sono candidato alla posizione e che sono pronto e preparato ad affrontare quello che mi aspetta. Ma niente, lui incalza sostenendo che un tipo innovativo come me non è adatto a quel ruolo e che dovrei dedicarmi alla ricerca di una posizione più attinente alla mia personalità.

Ovviamente sono stato chiamato dal responsabile risorse umane pochi giorni dopo dicendo che la scelta era caduta su un profilo più pertinente.

Se avessi risposto che il mio hobby era controllare le buste paga dei miei genitori mi avrebbe preso?

Non so a voi, ma a me puzza molto di selezione inumana.

E.

Nota. Questo racconto ci è stato inviato da un lettore di Selezioni Inumane di cui preserviamo l’anonimato. Ci fidiamo della sua testimonianza per cui non abbiamo effettuato alcuna verifica. Il testo è stato leggermente modificato nella forma e nel contenuto per garantire che nessuno si riconosca nella vicenda.

Se anche tu vuoi raccontare la tua storia, puoi trovare le istruzioni nell’apposito capitolo di Selezioni Inumane. Noi la pubblicheremo in questo blog e su tutti i canali social di Colloquio Diretto e Risorse Inumane.

Ciao
David

David Buonaventura

David Buonaventura è il creatore di un Metodo per trovare lavoro evitando i pregiudizi a cui i candidati sono fatti oggetto durante le selezioni. Ha un hobby: superare quei recruiter che non meritano questo titolo.

3 Comments

  1. Io non faccio il recruiter ma so di avere un ottimo lato umano. In parte, diciamo nel 5% di me, capisco, o voglio provare a capire quello che ha fatto il recruiter in questo caso, con 250 opzioni sceglie veramente la persona che, passatemi il termine, gli si “cucia addosso”. Però il mio 95% avrebbe approfondito di più, anche per he in 5 colloqui se non andava bene perché troppo creativo magari dovevi accorgertene prima

  2. Esperienza simile capitata anche a me, ma in una fase precedente.
    Mi candido per un tirocinio professionalizzante (quindi non pagato o con paga irrisoria) in ambito HR presso una famosa agenzia per il lavoro.
    Nel mio CV scrivo che come obiettivo professionale ho quello di lavorare nell’ambito HR, in particolare la selezione.
    Ebbene, la recruiter mi liquida con una mail, dicendo che non sarò considerato per gli step successivi perché il tirocinio riguarda l’OUTPLACEMENT (ossia l’orientamento lavorativo post-licenziamento) e non la selezione del personale.
    Ora, mi pare ovvio che per aiutare le persone ad essere scelte da un’altra azienda, qualche nozione su come avviene la selezione sia necessaria, quindi mi sembra giusto dire che i due ambiti siano molto collegati. A dirla tutta, io penso che la motivazione dichiarata non sia vera.
    Sarei stato più felice se questa “recruiter” mi avesse detto che mi scartava perchè avevo una foto brutta sul cv, piuttosto che per una motivazione ancora più idiota.

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