Essere offesi durante il colloquio

Essere offesi durante il colloquio

Nota. Scritto da “M”, pubblicato da David Buonaventura.

Mentre stavo svolgendo un tirocinio di Social Media Marketing presso un’azienda della mia città, ricevo una chiamata per un colloquio da un’azienda presso la quale avevo inviato la mia candidatura (facendo il tirocinante, conviene sempre guardarsi intorno).

Al colloquio vengo immediatamente offeso dal selezionatore, che mi fa “ah, ma dalla foto la facevo più brillante…” e via così, senza nemmeno darmi il buongiorno: passa 10 minuti a fare domande invasive, imbarazzanti, al limite dell’offesa; “ma lei sarebbe stato un picchiatore come quelli che hanno ammazzato willy?” “Ma lei cosa avrebbe fatto al posto di Willy?” (il ragazzo ucciso). E così via…

Dopo mezz’ora e passa di questo colloquio assurdo, dove tra l’altro il selezionatore mi dice che lo stipendio sarebbe stato basso (io pensavo solo a fuggire il prima possibile da quel luogo), arriva la titolare, una donna che si scusa per i modi bruschi del suo compagno e afferma che le sue domande erano un test-stress per testare la mia pazienza e che aveva una vasta esperienza esercitata in una grossa azienda qualche anno prima.

Io, piuttosto rincuorato, inizio a parlare con la titolare, che mi racconta di episodi assurdi, cause legali. Verso la fine del colloquio mi alzo per andarmene quando il selezionatore dice “state attenti, stategli lontano che lui è giovane e potrebbe avere il covid” al che io scherzo e rispondo “guardate che ci sto attento, dalle mie parti c’è un locale molto in voga frequentato da giovani, si chiama Mama Mia, ma non ci vado appunto per evitare…” (un locale di tendenza per gay ma frequentato da tantissima gente).

Non faccio in tempo a finire la frase che la titolare urla “Mama Mia? E che è? Ah i FROGI!”
Io divento rosso e imbarazzato e faccio per andarmene, facendo finta di non aver sentito.


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Tempo due settimane e vengo richiamato dicendo che hanno scelto me per il lavoro. Io però chiedo lo stipendio, che davvero basso (sotto i 1000 euro per un full time), non mi permette di accettare il lavoro (avrei speso 400 euro solo per i viaggi dato che il posto di lavoro era lontano da casa mia).

Sono contento di non accettare, considerando anche che il clima che avrei vissuto in quel posto sarebbe stato assurdo e schifoso.

Sono disoccupato al momento ma meglio a casa che in posti del genere!

M.

Nota. Questo racconto ci è stato inviato da un lettore di Selezioni Inumane di cui preserviamo l’anonimato. Ci fidiamo della sua testimonianza per cui non abbiamo effettuato alcuna verifica. Il testo è stato leggermente modificato nella forma e nel contenuto per garantire che nessuno si riconosca nella vicenda.

Se anche tu vuoi raccontare la tua storia, puoi trovare le istruzioni nell’apposito capitolo di Selezioni Inumane. Noi la pubblicheremo in questo blog e su tutti i canali social di Colloquio Diretto e Risorse Inumane.

Ciao
David

 

David Buonaventura

David Buonaventura è il creatore di un Metodo per trovare lavoro evitando i pregiudizi a cui i candidati sono fatti oggetto durante le selezioni. Ha un hobby: superare quei recruiter che non meritano questo titolo.

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