Assunto e dimissionario

Assunto e dimissionario

Nota. Scritto da Luca, pubblicato da David Buonaventura.

È stato molto tempo fa ma quell’episodio ha influenzato per sempre il modo con cui vedo le aziende e le persone che vi lavorano.

Vengo contattato da un’azienda di grandissima rilevanza con diverse sedi in Italia e all’estero. Una di quelle aziende che tutti conoscono, che tutti vorrebbero avere sul loro biglietto da visita.

Le risorse umane di questa azienda mi contattano per un colloquio!

Non potete quindi immaginare la sorpresa. Lavorano da anni e con un discreto successo ma sperare di entrare in un’azienda del genere non mi sembrava vero.

Tre colloqui. Ogni volta mi sentivo più vicino all’obiettivo.

Incontrai diverse persone. Tutti professionisti brillanti, colti e di successo. L’ultimo colloquio con il direttore del personale.

Finiamo il colloquio e mi invita a prendere un caffè assieme. Non alla macchina del caffè dell’azienda ma fuori, in un piccolo bar. Il tono è meno formale, scherziamo, mi chiede della mia famiglia. Non è più un incontro di lavoro.

Mi ero sposato da poco e con un bambino in arrivo. Un periodo molto felice della mia vita. I miei genitori invece non se la passavano bene, problemi economici e di salute. Parlo di me dopo così tanti incontri formali. Sono felice di farlo.

Finiscono le chiacchiere e il caffè. Ci congediamo.


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Il giorno dopo mi chiama per informarmi che l’azienda ha scelto me.

Consegno le mie dimissioni e nei giorni successivi penso al mio futuro. Crescita personale e carriera in un’azienda all’avanguardia.

Arriva il primo giorno di lavoro. In portineria sanno del mio arrivo e mi dicono di andare subito nell’ufficio del personale. Mi accompagna una persona dei servizi generali.

Entro e mi incontro con il direttore del personale. Mi aspetto di trovare la persona con cui avevo preso il caffè settimane prima. La persona che trovo era fisicamente la stessa ma il personaggio che interpretava era invece la versione malvagia del Dottor. X che ho trovato nel vostro libro.

Mi presenta un foglio da firmare. In quel foglio c’era il peggio. Tutta l’immagine di azienda di successo, vicina ai lavoratori e alle loro esigenze si era appena rivelata una menzogna.

Erano le mie dimissioni in bianco. Un foglio dove c’era il mio nome, due righe in cui annunciavo le mie dimissioni ma senza l’indicazione della data.

Sono stupito, deluso, incazzato nero. Non voglio firmare.

Quella che poi ho scoperto essere definita nel vostro libro una selezione inumana si era appena manifestata in tutta la sua crudeltà.

Il direttore del personale mi ricordava della mia particolare situazione famigliare. Sapeva che il bambino stava per nascere. Sapeva che mia moglie non aveva un lavoro e non lo avrebbe avuto per molto tempo. Sapeva che non potevo rivolgermi ai miei genitori.

“Non è un buon momento per rimanere senza lavoro. Cosa vuol fare?”.

Capisco allora che avermi portato in quel bar era stata una manovra studiata per abbattere le mie difese. Era una selezione inumana studiata ad arte per estorcermi informazioni, per ricattarmi nel momento giusto.

Firmo. Lui prende il foglio, lo piega e lo infila nella tasca della giacca.

Mi informa che la sede del lavoro non sarà quella in cui eravamo e dove mi era stata fatto credere avrei dovuto prendere servizio ma una ben distante dalla mia residenza. Una ora e mezza di auto all’andata e altrettanto al ritorno. L’orario invece rimaneva lo stesso.

Per essere in ufficio in tempo avrei dovuto alzarmi alle 5:30 del mattino e arrivare a casa poco prima di cena. Una situazione impossibile per una famiglia in attesa del loro primo figlio.

Ricordo che questo mi veniva comunicato dal direttore del personale mentre mi fissava toccandosi con studiata lentezza la parte della giacca sotto cui si trovava la mia lettera di dimissioni.

Ormai mi teneva in pugno.

Così è stato per mesi. Il periodo peggiore della mia vita.

Luca.

Nota. Questo racconto ci è stato inviato da un lettore di Selezioni Inumane di cui preserviamo l’anonimato. Ci fidiamo della sua testimonianza per cui non abbiamo effettuato alcuna verifica. Il testo è stato leggermente modificato nella forma e nel contenuto per garantire che nessuno si riconosca nella vicenda.

Se anche tu vuoi raccontare la tua storia, puoi trovare le istruzioni nell’apposito capitolo di Selezioni Inumane. Noi la pubblicheremo in questo blog e su tutti i canali social di Colloquio Diretto e Risorse Inumane.

Ciao
David

David Buonaventura

David Buonaventura è il creatore di un Metodo per trovare lavoro evitando i pregiudizi a cui i candidati sono fatti oggetto durante le selezioni. Ha un hobby: superare quei recruiter che non meritano questo titolo.

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